People #32 Giorgina Pilozzi (e l’Angelo Mai, che è una casa, Altrove).

di romacomenewyork


Non so vi è mai capitato di leggere Il magico regno di Landover di Terry Brooks. In realtà non so se vi è mai capitato di leggere. In ogni caso, ve lo racconto io. Il Ciclo di Landover è la storia di questo regno disastrato di cui non si occupa più nessuno, dove i maghi non sanno più fare le magie, streghe e creature magiche vivono nell’anarchia e un drago distrugge ogni cosa. Arriva quest’avvocato dal regno degli umani, Ben, risponde ad un annuncio sul catalogo natalizio di una ditta di vendita per corrispondenza e si compra il regno, in cerca di una rinascita, dopo che la sua vita è arrivata ad un punto morto. E’ quasi impossibile essere il re di un popolo che per vent’anni è stato abbandonato a se stesso (vi ricorda qualcuno?), ma lui si rimbocca le maniche e dimostra di essere più degno di coloro che l’hanno preceduto. E alla fine riusciranno a venirne fuori, tutti insieme. Questor Thews, il mago al quale nessuno ha mai dato fiducia tranne Ben che combina sempre un sacco di guai, lo sprona a restare con una frase.
I sogni non si avverano, si costruiscono.
Ecco, l’Angelo Mai mi ha fatto sempre pensare a questo libro, a Landover, e a tutta la forza che c’è in questa frase, la stessa che si vede negli occhi di Giorgina. Avete mai visto le foto dell’inizio, dei primi giorni? C’è solo la struttura, senza il pavimento, senza il soffitto, qualcosa da costruire, giorno per giorno. Ora c’è il teatro (non siete ancora andati a vedere un suo spettacolo? ma allora lo fate apposta), ma anche se andrete due sere di seguito non sarà mai lo stesso. Ci sono i migliori concerti, la gente sempre in festa. Ottima cucina. E che grappa!
Andate a vedere cosa è diventato adesso, e passate una notte Altrove.